#librinnovando 2012 by streaming

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Sabato 28/04 ha avuto luogo il convegno librinnovando sul futuro dell’editoria, ospitato dall’Università Tor Vergata di Roma.

Dopo la mia entusiasta partecipazione all’edizione milanese di novembre (2011) ho deciso di replicare per la ricchezza, qualità e rarità di un evento che del tutto gratuitamente si pone come occasione di dibattito, spunto, riflessione e punto d’incontro tra i diversi protagonisti della filiera editoriale.

Ci tengo a sottolineare che librinnovando non è solo un convegno che nasce e finisce in un’unica giornata, è molto di più! Librinnovando vive e cresce giorno dopo giorno alimentandosi della passione e delle energie profuse dai suoi fantastici organizzatori.

Con mio rammarico non ho potuto essere presente fisicamente, ma ho seguito l’eccezionale diretta streaming, saggiando ancora una volta come la tecnologia arrivi laddove l’uomo non può arrivare. Sì è vero, mi sono persa tante percezioni sensoriali che avrebbero reso l’esperienza più viva (lo dice bene @tazzinadi nel suo post), ma ho ugualmente potuto fruire dei contenuti e non perdermi i bellissimi interventi che si sono susseguiti nell’arco della giornata.

Ed ora veniamo a cosa mi è rimasto, un succo iperconcentrato e per niente esaustivo dei tre panel che ho seguito. Per gli ultimi due che, mea culpa, non son riuscita a seguire rimando agli eccelenti storify: Vendere ebook il prezzo giustoL’autopubblicazione e gli editori.


I lettori che siamo, i libri che vogliamo

@roncaglia risponde alle domande della splendida @luisacapelli

    • Laddove c’è un mercato digitale ben sviluppato la lettura digitale compensa il mercato della carta.
    • Il ritardo digitale è un handicap e gli editori che si arroccano sulla carta danneggiano la loro situazione.
    • Il libro è una forma di organizzazione della complessità, a cui si stanno affiancando nuovi strumenti culturali e nuovi modelli di testualità.
    • Gli editori tradizionali hanno paura del passaggio al digitale e più che esserne protagonisti attivi e propositivi lo subiscono. Si sta creando una forte divisione tra quest’editoria e la micro-editoria che invece guarda al cambiamento con entusiasmo e spirito d’iniziativa, pur non avendo i forti mezzi di sostentamento di cui dispone la prima.
      Cito il saggio tweet di @mediadigger che colpisce nel segno: “La strategia dei grandi editori sia: vai avanti tu, è rischioso, ma poi coglieranno i frutti perché hanno maggiori risorse”
    • Domanda retorica: è una politica saggia cercare di ridurre l’espansione della vendita online per contrastare i grandi player come Amazon?
      L’adozione di un formato aperto e condiviso, senza DRM, sarebbe per essi un colpo molto più forte.

Insegnare con i bit

DIANORA BARDI

In questo panel ritrovo con emozione un volto noto, quello di Dianora Bardi, insegnante del Liceo scientifico Lussana di Bergamo, tra i cui banchi sono orgogliosamente passata e cresciuta pure io, in un tempo non molto remoto.

Intervento vivo e sentito il suo, ci parla della propria esperienza didattica: l’insegnamento senza libri e tramite l’adozione di Ipad! Gli allievi creano un proprio libro di testo mescolando contenuti di diverse fonti informative e condividono in cloud il materiale didattico. Qui, in un pdf, i dettagli e le considerazioni della prof!

Dianora prospetta la possibilità di microacquisti: acquistare non l’intero manuale scolastico ma solo il contenuto che interessa, creando così percorsi di apprendimento personalizzati che tengano conto dell’identità ed individualità della classe.

Oggi la scuola è dinanzi a studenti che parlano linguaggi diversi e deve rinnovarsi ed aggiornarsi per interagire con essi e guidarli nella formazione. Potrebbe sembrare banale, ma per molti non lo è, quindi è meglio ribadirlo!

Qualcuno del pubblico fa notare che non tutti gli insegnanti hanno le competenze che questo progresso tecnologico richiede e l’atmosfera subito si scalda. Dianora critica apertamente la resistenza di colleghi che di fronte alla mancanza di fondi per corsi di aggiornamento rifiutano di formarsi a spese proprie.
La cito: “Il docente deve capire che ha un obbligo formativo educativo, che ha l’obbligo morale di aggiornarsi e se non lo capisce deve cambiare mestiere!”.

Il ministero non risponde alle esigenze della scuola che viene dimenticata e abbandonata, ma Dianora non ha intenzione di aspettare lamentosamente la venuta del messia: “Facciamo la formazione dal basso visto che dall’alto non arriva!”.

Che dire se non: Dianora Bardi for president! Avercene di insegnanti come lei che lottano con passione e con il cuore per una scuola che sia al passo con i tempi e in grado di dialogare e prendere per mano gli studenti.

DINO BALDI
Responsabile digitale di Giunti Scuola

Ci rivela le sue linee guida:

  • Il libro in sé come monolite non può più essere: la dimensione dell’oggetto di apprendimento deve essere cambiata.
  • Passaggio da oggetti di apprendimento ad AMBIENTI DI APPRENDIMENTO
  • Da una logica chiusa ed autoreferenziale a una logica di dialogo, aperta tra tutti gli attori del sistema.
  • Evoluzione verso un modello di business più aperto e flessibile: l’editore non deve essere più solo venditore di prodotti ma anche di servizi.

Anche in questo intervento emerge l’assenza delle istituzioni e la necessità che il ministero crei condizioni di contesto che permettano all’editore di progettare in libertà e senza vincoli paradossali, come l’attuale obbligo di realizzare cd-rom per le scuole sprovviste di internet.

AGOSTINO QUADRINO
Garamond edizioni

  • L’editoria scolastica a stampa è già morta e si sta facendo accanimento terapeutico.  Bisogna prendere atto del cambiamento che c’è già stato: gli studenti non fanno più riferimento esclusivo al libro di testo.
  • Oggi la conoscenza si costruisce insieme, sono gli utenti che valutano i contenuti non è più il marchio dell’editore che certifica la qualità.
  • Il libro di testo tende alla ripetizione ed è un sistema chiuso che non dialoga con il mondo. Oggi conoscere non è ripetere, è costruire! E questo modello di costruzione del contenuto dev’essere applicato all’editoria.
  • Il mestiere editore è mettere in comunicazione chi ha qualcosa da dire con chi vuole ascoltare quello che ha da dire. E questo sarà sempre il ruolo dell’editore, indipendentemente dal supporto.

Biblioteche o piazze virtuali?

ANTONELLA AGNOLI

Ricchissimo il suo intervento sulla funzione odierna delle biblioteche: piazze del sapere, luoghi di ritrovo e socializzazione. Rimando al suo libro: Le piazze del sapere.

Mostra la propria preoccupazione (sensata) sul  DIGITAL DIVIDE. Il rischio che le innovazioni tecnologiche tocchino solo una minoranza della popolazione, ossia chi ha già le skills, le competenze per usare la tecnologia, tagliando fuori chi invece è incapace di usare internet. Per l’ennesima volta le tecnologie vanno ad ampliare la possibilità di chi ha già gli strumenti mentre le biblioteche devono rivolgersi alla maggioranza della popolazione.

In Italia, si sa, si legge poco e il quesito del momento a cui si dovrebbe cercare di rispondere è: come fare ad ampliare la cerchia di lettori?

Ed ecco che di nuovo torna un appello forte ed inequivocabile alle istituzioni, cito: “Le biblioteche devono far parte dei servizi indispensabili che uno stato civile e democratico deve dare ai proprio cittadini!”

GIULIO BLASI
@giulio_blasi

Ci parla dell’esperienza di Media library online (@M_L_O_L), biblioteca digitale su cui non mi dilungo a parlare, lo farò più avanti.

Ricorda che: “i prestiti digitali in biblioteca non sono delle vendite mancate, sono vendite di altro tipo!”. E sottolinea la necessità dell’attività di mediazione del bibliotecario per comunicare la biblioteca digitale agli utenti: tramite segnalazioni interne, eventi, attività e corsi.

LUCIANA CUMINO
Biblioteca civica di Cologno Monzese

Testimonia il progetto Books ebooks: prestito di e-readers ed e-book in biblioteca.

Sostiene, riprendendo un concetto introdotto da Antonella Agnoli, che gli ebook non dovrebbero creare ulteriore digital divide, ma essere alla portata di tutti. Per questo a Cologno Monzese si cerca di aiutare gli utenti in difficoltà, fornendo loro tutte le informazioni di cui possono avere bisogno tramite: manuali per l’uso degli e-reader, video, podcast, focus group e istruzioni di persona al momento del prestito.

E di nuovo, in chiusura, il discorso assume sfumature politiche. Alle domande: “Chi finanzia il progetto?” e “Qual è la posizione del ministero verso questi esperimenti pilota?”, Luciana Cumino rivela che i finanziamenti sono giunti dalla regione Lombardia e dal comune di Milano. Ancora una volta il ministero è assente, non sostiene la sperimentazione.
E questo è un segnale forte, inequivocabile che dovrebbe farci riflettere!


Mi scuso se mi sono dilungata ma volevo condividere qualche concetto sperando possa essere spunto per una riflessione più approfondita.

Ringrazio davvero con tutto il cuore ogni singolo organizzatore che ha reso possibile #librinnovando, che ho seguito direttamente in mezzo ai libri (cartacei) della “mia” biblioteca pensando concretamente al modo migliore per introdurre in essa il digitale senza che crei panico e scompiglio tra utenti un po’ restii ai bit!

Mi congedo, sperando di non avervi annoiato a morte, e per chi ci sarà ci vediamo in fiera a Torino (@SalonedelLibro)!

MASH-UP DAL MONDO DEL LIBRO

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Oggi voglio proporvi un lurido e banale mash-up, tendenza molto in voga nel web 2.0, che consiste nel creare contenuti “nuovi” mescolando contenuti già esistenti. Una poltiglia insomma!

Vi presento, in pillole, le ultime novità dal mondo del libro.

Domani (23 aprile) è la giornata mondiale del Libro e del Diritto d’autore, proclamata dall’Unesco per promuovere lettura, editoria e protezione della proprietà intellettuale.

Con essa si coglie l’occasione per dare il via all’iniziativa Maggio dei libri, campagna pro-lettura il cui slogan: “Leggere fa crescere” è tutto un programma. Sul sito ufficiale potete trovare tutti i relativi dettagli!

Segnalo, per chi ancora non lo conoscesse, un importante convegno in arrivo nel mondo dell’editoria digitale: Librinnovando, che si terrà sabato 28 aprile a Roma. Evento del tutto gratuito e di cui si offre anche una diretta streaming per chi non potesse essere presente fisicamente.

Sempre per rimanere in tema eventi, dal 10 al 14 maggio ci sarà il salone internazionale del libro di Torino, e questo non credo abbia bisogno di tante presentazioni.


Intanto, alla faccia degli apocalittici e dei feticisti della carta, avanzano e proliferano gli e-reader!

In Italia, per far fede alla tradizione siamo sempre un po’ indietro, ma i segnali che ci arrivano sono forti. Amazon ci sta pian piano colonizzando, dopo l’arrivo del modello base del Kindle, sono arrivate anche le ultime versioni: Kindle touch e Kindle touch 3G.
E gli editori italiani come rispondono? O meglio le loro risposte sono adeguate e all’altezza della concorrenza? Lascio a voi la risposta, anche se la mia è più che altro una domanda retorica.

Negli Usa è appena stato lanciato il Nook touch con Glowlight, un lettore sempre basato su tecnologia e-ink che però, all’occorrenza, è dotato anche di un sistema di illuminazione discreta. Ovvio tentativo, non è un segreto, di contrastare Amazon, lo ammettono pure loro provocatoriamente: “See Why NOOK is Better Than Kindle”.

Qualche passo in avanti si fa anche con gli e-ink a colori, ovviamente sono ancora le prime sperimentazioni e di strada da fare ce n’è ancora tanta!

E per salutarvi voglio chiudere segnalandovi qualche simpatico scatto dalla London Book Fair 2012!

E-BOOK: MITI DA SFATARE

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Piano piano l’e-book sta prendendo piede anche in Italia e ancor più lentamente (tanto lentamente che una lumaca a confronto è un missile), inizia ad entrare nell’uso comune dei più restii al cambiamento.

Ma tanti e troppi sono i FALSI MITI e le credenze che aleggiano tra la maggior parte dei lettori. Mi limito a parlare di chi libri ne legge, anche se potrei tranquillamente includere anche chi pensa che la funzione principale di un libro sia quella di tener ferme le porte quando c’è aria corrente.

Innanzitutto si sta facendo una confusione allucinante tra contenuti e contenitori, tra testo e supporto di lettura. Detto in poche parole un e-book NON è un e-reader e viceversa. I dispositivi che ci permettono di leggere libri digitali e questi ultimi sono due cose distinte e separate, e spesso e volentieri si fa fatica a scinderli. Vuoi perché il libro cartaceo ci ha da sempre abituati a vedere il testo e il supporto fisico che lo veicola, la carta, come un tutt’uno e vuoi perché più che informazione si sta facendo tanta disinformazione. Solo pochi giorni fa mi è arrivato a casa un volantino dove mi veniva presentato un e-reader sotto il nome di “e-book”, (ovviamente l’ho cestinato subito!).

Altro mito da sfatare è quello degli strumenti di lettura. Gli e-reader si ritrovano a sguazzare in un mare di ritrovati super tecnologici, di ultima generazione, sempre più nuovi, sempre più belli. 0.o Per cui il più delle volte si è convinti che la lettura da un e-reader sia né più ne meno come la lettura a schermo di un pc, o di un tablet. Ve lo devo proprio dire: UN IPAD NON È UN E-READER! Ah, a proposito sta per arrivare il super-iPad, avrà una tutina da super eroe con tanto di mantello e ubbidirà a ogni vostro ordine! Se siete qua per quello avete sbagliato posto!

Scusate il delirio, ritornando a noi… un e-reader è pensato solo ed esclusivamente per la lettura, ha solo una funzione e cerca di farla al meglio (e a mio parere ci riesce benissimo). È dotato di e-ink, ossia inchiostro elettronico, e non emette luce. La lettura non affatica la vista ed è esattamente come leggere dalla carta: provare per credere.
Ho incontrato molte persone, impegnate nella loro personale crociata contro gli e-book, che alla vista del mio Kindle strabuzzassero gli occhi e se ne innamorassero all’istante.

Altro punto da chiarire è cosa sia un e-book. I più credono che il libro elettronico sia un file di testo, un pdf insomma, che non costi nulla, e che una volta scritte le parole sia sufficiente una semplice operazione di conversione per arrivare al prodotto finale. Non è così! Un e-book deve essere curato dal punto di vista grafico: si deve sistemare la punteggiatura, gli spazi, l’impaginazione, i metadati, i collegamenti ipertestuali di indici e sommari… non mi dilungo troppo, comunque ci sono tante, apparentemente piccole cose, che si devono fare per far sì che un e-book sia tale. E se vi hanno venduto un file testuale o un banale pdf spacciandovelo per un e-book vi hanno fregato!

Infine si parla tanto di MORTE DEL LIBRO, morte dell’editore, morte del libraio.. ma insomma, tutti che muoiono, ma basta! Forse perché oggi va tanto di moda parlare di chi è morto, o di chi sta per trapassare. Basta vedere quando facebook si trasforma in un bollettino funebre, con tutti che piangono e si disperano!

Nessuno morirà, il libro ci sarà sempre: cambieranno le sue forme e le sue potenzialità, ma il libro non sparirà. Anche la carta, non morirà: almeno non oggi, e non in un futuro immediato, quindi potete tirare fuori i vostri libri a stampa dalla cassaforte che nessuno ve li vuole portare via! E tutte quelle figure, la cui professione ruota intorno al mondo del libro, non moriranno. E qui dovrei specificare: chi si rinnova non muore. È ovvio che il canuto libraio, sommerso dalla carta, convinto che internet sia una squadra di calcio, non avrà una gran longevità. Ma per tutti coloro che stanno attenti al cambiamento e innovano, aggiornandosi e ampliando le proprie competenze, non credo ci siano grandi rischi.

Ovviamente le mie parole e le mie convinzioni non sono la Bibbia, ma spero possano essere uno spunto per approfondire in modo serio e per non credere tanto facilmente a tutto quello che si sente in giro.

A chi volesse approfondire suggerisco la lettura di La quarta rivoluzione di Gino Roncaglia (su twitter: @roncaglia).

N motivi per leggere digitale (part 2)

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Per chi se la fosse persa nella puntata precedente eravamo rimasti qui!

Ed ora ecco la seconda parte di una lista che prevedo continuerà ad allungarsi man mano che i giorni e le ore insieme al mio e-reader aumentano!

22. Posso cercare immediatamente le parole che non conosco sul vocabolario
23. Ho sempre a portata di mano i passi dei miei libri preferiti
24. Ho la possibilità di approfondire all’istante gli argomenti che mi interessano
25. Sono totalmente immersa nella lettura perché la fisicità scomoda di certi libri non mi distrae più
26. Condivido in diretta coi miei amici passaggi salienti
27. Se mi stanco di un libro passo immediatamente a quello successivo
28. Posso inviare all’e-reader i miei documenti ed averli sempre con me quando mi servono
29. On-line colleziono articoli da leggere con più calma e attenzione sull’e-reader
30. Non devo più abbattere le pagine intonse a colpi di fermacarte
31. Posso cambiare e personalizzare le copertine che non mi piacciono
32. Cambio pagina con una mano, o meglio con un dito!
33. Gli e-book non invecchiano, non ingialliscono e non temono l’usura

Gli e-reader fanno leggere di più(?)

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Sarà proprio vero che con gli e-book si legge di più?

Non so dare una risposta definitiva, mi riesce difficile pensare che un lettore possa leggere di più semplicemente cambiando supporto. Forse, anzi quasi sicuramente aumenta il numero di libri acquistati, ma di certo non aumenta il tempo a disposizione! Nelle librerie digitali, visto che l’acquisto è a portata di click, ci sono senz’altro più libri ma non si ha mai il tempo di leggerli tutti. Sono libri accumulati, ma mai sfogliati.
È anche vero che avendo sempre a portata di mano la propria biblioteca personale si può leggere in ogni momento morto della giornata, ma mi sembrerebbe eccessivo dire che grazie a questo si legga di più. Credo che la percentuale di pagine lette in più sia piuttosto irrilevante.

Eppure la mia esperienza personale smonta tutte queste considerazioni e mostra come con gli e-reader sia possibile leggere di più. Mio fratello, convinto NON-lettore, ha sempre trovato noia nel leggere. È la tipica persona che tra il film e il libro, sceglie il film! Ma qualche giorno fa ha messo le mani sul mio e-reader. Devo ammetterlo, all’inizio ero un po’ riluttante che un oggetto per me così sacro finisse nelle sue mani profane (mea culpa!). Inizialmente è stato attirato dalla tecnologia, ma poi, stentavo a crederci, ha iniziato a leggere un libro a caso e non ha più smesso. Lui, che non è mai riuscito ad arrivare alla fine di un libro, ne ha divorato uno di circa 150 pagine in meno di 24 ore! Ed era pure un libro che faceva veramente schifo! (evito di dire quale fosse!) :)

Una vera conquista! Dice che è più bello leggere un e-book, perchè non deve voltare le pagine di libri scomodi e pesanti. In sostanza cambia il modo di leggere e vengono meno proprio tutti quei difetti che disprezzava nella lettura cartacea.

Non so dire se continuerà a leggere, o se si è trattato solo di un caso. Ma so per certo che adesso mio fratello vuole anche lui un e-reader. Per cui mi sento di dire che gli e-book possono fare leggere di più, non chi già legge, ma chi proprio non legge, o meglio: gli e-book possono fare leggere.

Mio fratello sarà una goccia nell’oceano, sarà un caso a sè, un’eccezione che conferma la regola, ma è pur sempre un lettore in più. E tutto questo è merito di un e-reader!

“Your Kindle is on the way”

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Dopo molteplici dubbi e infiniti ripensamenti sul modello alla fine oggi ho deciso di comprarmi un Kindle 4 dal sito italiano di Amazon. In attesa che arrivino in Italia anche gli altri modelli, per ora mi accontento di questa versione economica.

Mi è appena arrivata una mail che dice così: “Your Kindle is on the way!”, il mio Kindle è in viaggio e domani sarà tra le mie mani ed io mi sento come quando ero piccola e doveva arrivare la Santa Lucia: son talmente impaziente che non riuscirò a prender sonno!

A brevissimo pubblicherò impressioni e dati tecnici su questo modello, che non ho ancora avuto il piacere di usare!

Lettore vs Ebook = Affezione + Disinformazione

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Mi capita spesso di ritrovarmi nel mezzo di discussioni senza via d’uscita con lettori che hanno deciso di intraprendere la propria personale crociata contro gli e-book. E ogni volta mi domando: perché vince la carta sull’e-book? Ma soprattutto perché deve esserci una guerra tra i due? E perché tu lettore, che non ami gli e-book, li critichi tanto? Non puoi continuare a leggere in silenzio come hai sempre fatto?

Per capire meglio il punto di vista del lettore è necessario innanzitutto considerare la lettura come un atto emotivo.  Leggere un libro suscita in noi emozioni: ridiamo, ci arrabbiamo, riflettiamo, piangiamo, sogniamo. Alla lunga finiamo col proiettare tutte queste emozioni, derivate dal contenuto che abbiamo letto, sull’oggetto fisico, a cui ci affezioniamo. Quanto ci hanno emozionato le parole tanto veneriamo il libro di carta: la sua copertina, rigida o morbida che sia, la filigrana, il profumo della carta, il fruscio delle pagine. Così la lettura diventa un rituale che vuole la ripetizione di sacrosante azioni, esternazione di un affetto che proviamo per il libro, di un rapporto che vogliamo estendere a tutti i sensi: dal tatto all’udito.

Ora forse è più chiaro come, dopo anni di un rapporto così saldamente consolidato e ritualizzato, l’arrivo degli e-book possa sconvolgere il lettore tradizionale vecchio stampo. Tutto ciò che ama nella fisicità di un libro, scompare: niente più carta, colla, filigrana. L’e-book ha tante potenzialità, è tutto da scoprire, è un valore aggiunto per la lettura, ma gli occhi di buona parte dei lettori non vedono tutto questo.  L’e-book non corrisponde all’idea di libro presente nel loro immaginario e diventa così un nemico da vincere.
Ecco perché il lettore follemente innamorato della carta, non riesce a stare zitto: teme l’e-book, teme che gli porti via tutto ciò che di un libro ama. (E chi lo sa forse fa anche bene a tremare, perché in Italia è arrivato il Kindle!)

Credo che il motivo principale per cui un lettore non scelga l’e-book si racchiuda in una sola parola: “AFFEZIONE”.  Il lettore non sente il bisogno di cambiare un rapporto già di per sé perfetto, l’ha plasmato nel corso degli anni adattandolo al meglio alle proprie esigenze di lettura e l’ha reso bagaglio di emozioni.

Ma è ancora peggio quando all’affezione si viene ad aggiungere la DISINFORMAZIONE. Capita spesso, troppo spesso, che gli stessi lettori che si lamentano tanto dell’e-book non sappiano nemmeno cosa sia! Non ne hanno mai letto uno, non hanno mai avuto tra le mani un e-reader, pensano di dover leggere un e-book dallo schermo del pc o ancora peggio dall’Ipad, e quando gli parli di e-ink ed e-paper strabuzzano gli occhi.

Ed ecco che si vengono a creare situazioni surreali in cui chi critica non sa nemmeno di cosa sta parlando, e usa parole come sfarfallio, luce, fastidio agli occhi. Si critica a priori dunque: per attaccamento alle vecchie sane abitudini, per paura di ciò che non si conosce, e forse proprio per timore di affezionarsi  ai nuovi venuti e di dimenticarsi dei vecchi amici di carta?

Ai più sfugge che cartaceo e digitale non sono in competizione tra loro, possono essere utilizzati in modo complementare: traendo dall’uno ciò che non si può avere dall’altro e viceversa. Spesso e volentieri ci si dimentica che l’ultima parola, quella decisiva, spetta al lettore. Perché a lungo andare sono le sue scelte e le sue abitudini a determinare cosa è qui per rimanere e cosa invece è destinato a sbiadire nel tempo e nei ricordi.

Siamo noi lettori a decidere che posto dare all’e-book e quanta importanza attribuirgli. Certo sarebbe stupido e superficiale non provare a dargli nemmeno una possibilità, continuando a criticarlo senza conoscerlo. Ci si priva di tante potenzialità che potrebbero arricchire la nostra esperienza di lettura, rendendola migliore e perché no anche un atto sociale e condiviso.

Il mio augurio per l’anno nuovo è che insieme alle luci degli alberi si spenga anche lo spirito polemico e si accenda la sete di conoscenza. In fondo non importa su che supporto si scelga di leggere, purché si legga!

N motivi per leggere digitale (part 1)

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  1. Ho sempre con me tutta la mia libreria digitale
  2. Quando presto un e-book non mi torna indietro sgualcito e con orecchie orrende
  3. Non mi sento una criminale se sottolineo le pagine
  4. Nessuno penserà più che sono una malata di mente perché mi vede sniffare libri
  5. Quando parto non devo più lasciare a casa il libro perché non ci sta in valigia
  6. Posso leggere comodamente anche stando sdraiata sul fianco
  7. Sulla metro socializzo con chi mi chiede cosa ho in mano
  8. Posso condividere in tempo reale le mie impressioni sul libro
  9. Leggo in lingua inglese con l’aiuto del dizionario integrato
  10. I miei occhi non compiono più sforzi sovrumani per codificare caratteri troppo piccoli
  11. Si accorciano i tempi di attesa tra un libro e l’altro
  12. Posso comprare libri dal divano di casa
  13. La mia borsetta pesa molto meno
  14. Gli e-book non prendono polvere!
  15. Posso togliere le mensole dal bagno :)
  16. Non ho più a che fare con sovra copertine fastidiose
  17. Non dovrò più dannarmi a cercare introvabili libri fuori catalogo
  18. Posso comprare il libro dei booksblogger a 1,99 euro :)
  19. Non mi rattristo più vedendo che mancano poche pagine alla fine del libro
  20. Posso leggere cosa pensano gli altri delle pagine che sto leggendo
  21. Non mi taglierò più le dita con la carta

Per ora mi fermo, ma la lista non finisce qui… !

#librinnovando: il punto di vista del lettore forte

La giornata di Venerdì è stata talmente ricca ed entusiasmante che mi ci è voluto un giorno intero per riprendermi e ritornare con la testa nel mondo reale. Rimando qui chi non ha mai sentito parlare di Librinnovando fino ad ora.

Mentre racimolo qualche concetto faccio ancora i miei complimenti e ringraziamenti a tutti gli organizzatori che ci hanno permesso di vivere questa giornata densa di editoria a costo zero.
Anche le mie orecchie ringraziano, perché temevano di sentire parole come: Gutenberg, Manuzio e tante altre, che invece non sono mai state pronunciate, perlomeno nelle sessioni da me seguite.

La prima cosa che ho notato con piacere è stata la fila all’ingresso, inequivocabile segnale di quella che sarebbe poi stata l’ottima riuscita dell’evento.
E sì che in genere quando si è in coda si vedono scene raccapriccianti: gente che sbuffa, scalcia, si mangia le unghie, si mette a litigare per il posto. Invece, forse complice un po’ il mio entusiasmo, si respirava un’atmosfera veramente distesa, carica più che altro di attesa e impazienza.

Appena preso posto a sedere ho potuto ammirare lo schermo con i tweet in diretta, sorvoliamo sul fatto che sono ‘orba ghecia’ (scusate il bergamaschismo) e quindi non sono riuscita a leggere nulla. ‘-.-

Sono stata contenta di vedere e sentire Cecilia Averame (@AveCecilia) parlare di Quintadicopertina e delle polistorie, di cui io avevo già avuto modo di venire a conoscenza circa un anno fa nel corso delle mie ricerche per la stesura della tesi di laurea (sull’e-book e il suo arrivo in Italia).

Mi hanno molto colpito: l’app di Elastico su Pinocchio, veramente geniale, e l’app dei tre porcellini di Jekolab. Sono un esempio tangibile di cosa può diventare il libro quando in esso convergono altri media, non a caso si parla di enhanced books. Stravolgono completamente il concetto di libro presente nel nostro immaginario e mi verrebbe spontaneo chiedere: ha ancora senso parlare di libro?
Certo i costi elevati che comportano sono un problema non indifferente, ma quel che è chiaro è che l’e-book non possa esaurirsi nella semplice trasposizione del testo cartaceo in un file elettronico, non avrebbe senso.
Io personalmente, come lettrice forte, non sono per niente interessata a questi e-book aumentati perché smettono di essere ciò che cerco in un libro: la linearità, la libertà di vedere e costruire con la mente ciò che leggo. Non voglio che qualcun altro scelga al mio posto come deve essere il “mio” libro, per me non avrebbe neanche più senso leggere così. E questo pensiero è stato ben espresso da Effe (@abcdeeFFe) nella sessione di chiusura. Ma d’altronde come un tempo diceva un tale: “de gustibus non disputandum est” e sicuramente ne vedremo delle belle nei prossimi mesi.

Dell’intervento dei BooksBlogger non voglio rivelare niente, dico solo che ognuno di loro nonostante il tempo incalzasse è stato in grado di condensare messaggi forti e veritieri in poche brevi ma efficaci parole. Rimando chiunque volesse sapere qualcosa in più sui contenuti al loro libro: “La lettura digitale e il web”, per 1,99€ direi che ne vale proprio la pena!

Insomma tirando un po’ le somme della giornata e facendo un’estrema sintesi, quello che ho potuto constatare è che nel giro di pochissimo tempo la situazione è davvero profondamente cambiata. Solo un anno fa, come accennavo qualche riga sopra, ero alle prese con la stesura della tesi, ed avevo avuto difficoltà anche solo nel reperire le informazioni che mi servivano. Erano pochi coloro che ne parlavano e in rete si assisteva a un proliferare di banali articoli apocalittici che contenevano quest’orrenda espressione: “morte del libro cartaceo”. Buona parte degli editori aveva un atteggiamento di chiusura, e i pochi con un catalogo (ridotto) di titoli digitali si muovevano molto cautamente.

Oggi, e #librinnovando ne è la testimonianza lampante, quasi tutti (gli editori) hanno capito l’importanza del mercato e-book e vogliono essere presenti. I numeri sono ancora irrisori ma, come già sostenevo l’anno scorso, non vanno letti in modo statico. I tassi di crescita parlano chiaro: volenti o nolenti, è in atto una rivoluzione che sta ridefinendo i ruoli della filiera editoriale. E quel che è bello, citando un articolo di Granieri, è che il lettore si ritrova ad essere al centro del libro! Il lettore forte, amante della carta, che a priori dice di no all’e-book, è un lettore che potrebbe arricchirsi ma ancora non lo sa perchè è troppo spaventato dal cambiamento per vedere tutte le opportunità che ha dinanzi. Sta a noi, lettori forti, convertiti alla nuova religione digitale, aiutarli ad aprire gli occhi.

Per ora chiudo, ma non è tutto. A presto! :)

Frammenti sparsi di Engaging the reader

Con grande piacere apro ufficialmente questo blog con un post su Engaging the reader, che lo scorso 14 Novembre mi ha vista spettatrice affascinata di una serie di tavole rotonde popolate da personaggi veramente interessanti.

Per chi non avesse la benché minima idea di cosa sia stato Engaging e volesse sapere cosa si è perso rimando al link ufficiale qui o all’hashtag #Engaging11. Comunque in sintesi è stato il workshop del master in Professione editoria dell’ Università Cattolica di Milano, a mio parere veramente ben fatto.

A distanza di una settimana o poco più, scemato l’entusiasmo iniziale, posso dire ciò che mi ha colpito maggiormente e mi è rimasto impresso. Per non annoiare nessuno condenso il tutto in qualche punto essenziale. :)

  • M. Mezza (giornalista Rai), il giornalismo 2.0 – Il web è un’innovazione sociale che si basa sulla cooperazione tra eguali, che sta portando alla disintermediazione: distribuire informazioni sta diventando una pratica sociale di massa e in realtime. Compare la sesta w del giornalismo: while, che implica la necessità di comunicare la notizia nel momento stesso in cui avviene.
  • Ancora M. Mezza – L’ e-book non cambia solo la lettura, ma anche la scrittura. Si passa dal broadcasting al browsing: l’utente non si ferma a leggere le pagine, ha ansia di navigare di più, cliccare di più. Questo sta portando all’affermazione del design della scrittura: il giornalista deve saper costruire un’architettura dell’informazione.
  • Concetto che emerge dalle varie esposizioni – L’editoria digitale implica non tanto di adattare i contenuti esistenti a nuove piattaforme ma di ripensare i contenuti stessi. Ritornando alle parole di Mezza, da una prima fase di traduzione dal cartaceo al digitale stiamo passando alla seconda in cui il punto chiave è: scrivere nel digitale.
  • Oliver Reichenstein di IA fa un’interessante disquisizione applicando i principi della retorica all’architettura dell’informazione (di questo intervento parlerò in un post più approfondito). A suo parere, e io concordo in pieno, le case editrici nel realizzare i loro prodotti digitali non stanno facendo attenzione alla grafica. Il risultato è una versione elettronica amatoriale, risultato di una cruda trasposizione del cartaceo in ambiente digitale.
  • A. Antonietti, docente di psicologia ci parla della lettura come atto sociale ed emotivo e pone un fondamentale quesito: “Le tecnologie digitali possono amplificare la dimensione socialedella lettura?”. Lascio a voi lettori la risposta!(Su quest’ ultimo punto, per chi fosse interessato ad approfondire, mi torna in mente quello che scriveva G. Granieri qualche tempo fa in questo articolo.)

Questi sono solo dei piccoli assaggi di un’intera giornata dedicata all’ editoria digitale, giornata intensa e stimolante. Unica nota negativa: il tempo tiranno che non ha permesso di fare molti approfondimenti, ma d’altronde non possiamo farci niente, tutte le cose belle prima o poi finiscono!