Tag

, , , , , , ,

Mi capita spesso di ritrovarmi nel mezzo di discussioni senza via d’uscita con lettori che hanno deciso di intraprendere la propria personale crociata contro gli e-book. E ogni volta mi domando: perché vince la carta sull’e-book? Ma soprattutto perché deve esserci una guerra tra i due? E perché tu lettore, che non ami gli e-book, li critichi tanto? Non puoi continuare a leggere in silenzio come hai sempre fatto?

Per capire meglio il punto di vista del lettore è necessario innanzitutto considerare la lettura come un atto emotivo.  Leggere un libro suscita in noi emozioni: ridiamo, ci arrabbiamo, riflettiamo, piangiamo, sogniamo. Alla lunga finiamo col proiettare tutte queste emozioni, derivate dal contenuto che abbiamo letto, sull’oggetto fisico, a cui ci affezioniamo. Quanto ci hanno emozionato le parole tanto veneriamo il libro di carta: la sua copertina, rigida o morbida che sia, la filigrana, il profumo della carta, il fruscio delle pagine. Così la lettura diventa un rituale che vuole la ripetizione di sacrosante azioni, esternazione di un affetto che proviamo per il libro, di un rapporto che vogliamo estendere a tutti i sensi: dal tatto all’udito.

Ora forse è più chiaro come, dopo anni di un rapporto così saldamente consolidato e ritualizzato, l’arrivo degli e-book possa sconvolgere il lettore tradizionale vecchio stampo. Tutto ciò che ama nella fisicità di un libro, scompare: niente più carta, colla, filigrana. L’e-book ha tante potenzialità, è tutto da scoprire, è un valore aggiunto per la lettura, ma gli occhi di buona parte dei lettori non vedono tutto questo.  L’e-book non corrisponde all’idea di libro presente nel loro immaginario e diventa così un nemico da vincere.
Ecco perché il lettore follemente innamorato della carta, non riesce a stare zitto: teme l’e-book, teme che gli porti via tutto ciò che di un libro ama. (E chi lo sa forse fa anche bene a tremare, perché in Italia è arrivato il Kindle!)

Credo che il motivo principale per cui un lettore non scelga l’e-book si racchiuda in una sola parola: “AFFEZIONE”.  Il lettore non sente il bisogno di cambiare un rapporto già di per sé perfetto, l’ha plasmato nel corso degli anni adattandolo al meglio alle proprie esigenze di lettura e l’ha reso bagaglio di emozioni.

Ma è ancora peggio quando all’affezione si viene ad aggiungere la DISINFORMAZIONE. Capita spesso, troppo spesso, che gli stessi lettori che si lamentano tanto dell’e-book non sappiano nemmeno cosa sia! Non ne hanno mai letto uno, non hanno mai avuto tra le mani un e-reader, pensano di dover leggere un e-book dallo schermo del pc o ancora peggio dall’Ipad, e quando gli parli di e-ink ed e-paper strabuzzano gli occhi.

Ed ecco che si vengono a creare situazioni surreali in cui chi critica non sa nemmeno di cosa sta parlando, e usa parole come sfarfallio, luce, fastidio agli occhi. Si critica a priori dunque: per attaccamento alle vecchie sane abitudini, per paura di ciò che non si conosce, e forse proprio per timore di affezionarsi  ai nuovi venuti e di dimenticarsi dei vecchi amici di carta?

Ai più sfugge che cartaceo e digitale non sono in competizione tra loro, possono essere utilizzati in modo complementare: traendo dall’uno ciò che non si può avere dall’altro e viceversa. Spesso e volentieri ci si dimentica che l’ultima parola, quella decisiva, spetta al lettore. Perché a lungo andare sono le sue scelte e le sue abitudini a determinare cosa è qui per rimanere e cosa invece è destinato a sbiadire nel tempo e nei ricordi.

Siamo noi lettori a decidere che posto dare all’e-book e quanta importanza attribuirgli. Certo sarebbe stupido e superficiale non provare a dargli nemmeno una possibilità, continuando a criticarlo senza conoscerlo. Ci si priva di tante potenzialità che potrebbero arricchire la nostra esperienza di lettura, rendendola migliore e perché no anche un atto sociale e condiviso.

Il mio augurio per l’anno nuovo è che insieme alle luci degli alberi si spenga anche lo spirito polemico e si accenda la sete di conoscenza. In fondo non importa su che supporto si scelga di leggere, purché si legga!